Sabato 9 maggio presso la chiesa del Seminario dell’Arcidiocesi di Catania si è svolto – come ogni anno – il rito del rinnovo delle promesse e degli impegni delle coppie di coniugi e dei collaboratori della Famiglia Ecclesiale nelle mani della la Responsabile Generale, Lidia Curcio.
Quest’anno prima del rinnovo sono stati accolti nel ramo dei Collaboratori cinque nuovi laici che hanno emesso, per la prima volta il loro impegno pubblico per il ramo e quattro coppie di coniugi che hanno emesso per la prima volta le promesse per il ramo delle coppie.
Le coppie di coniugi e i collaboratori laici – i due rami associati della Famiglia Ecclesiale (FE) che affiancano i Missionari e le Missionarie – secondo il loro sato di vita condividono il carisma, vivono la spiritualità e cooperano alle attività apostoliche della FE.
Tutti, consacrati e associati, nella distinzione delle vocazioni e secondo il grado di appartenenza, concorrono all’unità della FE e al compimento della sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Questo evento, che normalmente viene celebrato ogni anno la domenica del Buon Pastore, Festa della FE, è per tutta la famiglia un momento di speciale gioia e rinnovato impegno. La celebrazione non è solo un atto formale, ma un segno visibile della fedeltà quotidiana che caratterizza la vita della Famiglia Ecclesiale. Rinnovare le promesse e gli impegni significa riscoprire e riaffermare la chiamata a seguire Cristo Buon Pastore con coerenza e perseveranza, dentro le responsabilità familiari, professionali e pastorali di ogni giorno, nel qui e nell’oggi della storia per una Chiesa sempre più icona della comunione trinitaria.
Per le coppie di coniugi il gesto ha un valore particolarmente eloquente: testimonia che il matrimonio cristiano è vocazione alla santità e servizio alla Chiesa. Le promesse confermano il desiderio di vivere la sponsalità come vocazione evangelica, trasformando la relazione coniugale in luce e segno del mistero d’amore di Cristo per la sua Chiesa attraverso il carisma della FE. In questo modo la famiglia diventa “chiesa domestica”, laboratorio di fede e prima comunità evangelizzatrice, dove si apprendono la fedeltà, il perdono e l’accoglienza.
Per i collaboratori laici l’impegno pubblico rappresenta la gratuità del servizio e la disponibilità a mettere talenti e tempo per il bene comune. Entrare a far parte del ramo dei Collaboratori significa prender parte in modo stabile alla missione della FE, portando nelle parrocchie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle realtà di volontariato l’attenzione pastorale, la competenza e la testimonianza cristiana. È un segno di corresponsabilità che rafforza il legame tra laicato e missione della Chiesa.
Nel complesso, il rito del rinnovo è richiamo alla fedeltà: fedeltà a Dio, alla vocazione che ciascuno ha ricevuto, e alla comunità ecclesiale che sostiene e accompagna. È anche un richiamo al servizio: vivere la propria vocazione non come scelta privata, ma come dono che si offre per gli altri, a beneficio della crescita spirituale e materiale delle comunità. Infine, è testimonianza pubblica: attraverso parole e gesti i membri della Famiglia Ecclesiale ricordano alla città e alla Chiesa che la fede si traduce in impegno concreto per la giustizia, la carità e la promozione della dignità di ogni persona.
La celebrazione si è conclusa con un momento di fraternità e con l’invito a continuare a pregare gli uni per gli altri, a sostenere con la preghiera e con le opere chi è nel bisogno e a rinnovare quotidianamente l’impegno preso. I nuovi membri, accolti pubblicamente, hanno ricevuto l’abbraccio della comunità segno di una famiglia che cresce e si rinnova nella fedeltà al Vangelo e nella gioia del servizio.






