Una coppia di sposi al servizio del Vangelo

Negli anni ’60…

…due giovani si incontrano, per motivo di esami, al Conservatorio Musicale di Messina. L’incontro diventa frequentazione e amicizia a Catania, loro sede di residenza. Una visione superficiale del fatto potrebbe indurre a pensare che ciò fosse avvenuto per fatalità, soprattutto perchè le loro vite erano assolutamente divergenti: Marcello era pugliese, svizzera Anna Maria, ma soprattutto diverso era il loro radicamento religioso: Marcello cattolico fervente, Anna Maria di profonda fede valdese.

Ma la convergenza e la fusione di queste due esistenze era, alla luce della fede e dei fatti, la realizzazione del progetto tracciato da Dio che li destinava, sin dall’eternità, ad essere «insieme» icone eloquenti e modelli viventi dell’infinito Suo amore verso l’umanità sofferente nel fisico e smarrita nell’orientamento.

Il Signore cominciò a cesellare le loro vite, a lavorare nei loro cuori, ciò li portò alla decisione di una preparazione incrociata dell’uno nella religione dell’altro e fu Anna Maria ad abbandonare quella valdese. Presero coscienza che ciò che li univa andava ben oltre a quello che li divideva. Entrambi infatti erano caratterizzati da una naturale tendenza al servizio dei poveri e dei sofferenti, erano stati educati all’importanza della preghiera, all’approfondimento della Scrittura, al valore dell’impegno comunitario.

Entrambi avevano una spiccata apertura al dialogo, un senso profondo di solidarietà e di servizio.

Furono questi i presupposti, le basi solide su cui si sarebbe fondato il loro matrimonio, sancito dal sacramento il 6 agosto del 1968.

Nel frattempo conoscevano il Sacerdote Antonio Fallico e la Sig.na Dina La Mendola e con loro gli inizi di quella realtà ecclesiale che sarà la «Missione Chiesa-Mondo».

Durante tutto il loro cammino fu il Signore che fece loro sperimentare che era Lui che li guidava. E fu Lui che ebbe l’assoluto primato nella loro vita. «Insieme» erano alla ricerca della santità del tempo. Ogni ambiente divenne per loro palestra di carità. Il loro cammino coniugale procedeva sui binari della normalità, nella reciproca donazione, nella perenne comunione d’amore e d’intenti, nell’impegno dell’educazione delle figlie.

La loro vita si svolgeva in modo modesto, nel contesto del vivere quotidiano in una casa dalla «porta aperta» per accogliere, col dono della condivisione e dell’amore, tutti coloro che ne avevano bisogno.

Tutto ciò che Marcello e Anna Maria facevano aveva un unico fine: compiere la missione che il Signore aveva loro affidata. Il loro sogno era quello di poter spezzare con ogni uomo il pane che è Dio, dopo aver spezzato con lui la vita….

(pagina tratto dal libro)

Se vuoi conoscere la vita e la missione a cui i coniugi Inguscio si sono dedicati, richiedi il libro “Marcello e Annamaria, una coppia di sposi a servizio del Vangelo”, di G. Carciotto, Edizioni Chiesa–Mondo, 2001