Archivio per Categoria BLOG

DiMissione Chiesa-Mondo

Il distanziamento sociale causato dalla pandemia fa riscoprire la Chiesa Domestica di Don Giuseppe Raciti

Da questa Quaresima-Pasqua ne usciremo cambiati. Cambiano le nostre abitudini, le nostre relazioni interpersonali, il nostro modo di studiare e cambierà anche il nostro modo di essere Chiesa. Questo deserto quaresimale che non sarà superato neppure a Pasqua, segnerà il passo per un rinnovamento ecclesiale e pastorale che ha fatto fatica finora a decollare.

Dobbiamo ammettere, con lo stesso coraggio di Papa Francesco, «che l’appello alla revisione e al rinnovamento non ha ancora dato sufficienti frutti» (EG 28) e la chiesa del Vaticano II, del Popolo di Dio, sacerdotale, profetico e regale, fatica a tradursi in prassi pastorale.
Le motivazioni di tale fatica sono svariate, alcune delle quali sono state esaminate dallo stesso Pontefice che in EG parla di «accidia egoistica», «pessimismo sterile», «mondanità spirituale» ed altre, offrendo alcune terapie.

Ma io, da prete e pastore, ritengo che sia anche il risultato della paura clericale di perdere “potere”, o «uno spazio» per usare ancora una terminologia cara a Papa Francesco che, sempre in EG, invita la Chiesa a privilegiare il tempo anziché occupare spazi, perché «il tempo è superiore allo spazio» (EG. 222-225).

Questo “potere” che in realtà è una potestas più che potere, è servizio, connesso al ministero ordinato, in queste ultime settimane di “quaresima-quarantena”, lo abbiamo dovuto, per forza di cose, delegare ai nostri fratelli laici. Quanta fatica ha impiegato a decollare la corresponsabilità laicale nella vita e nella missione della chiesa, anche a motivo della resistenza, più o meno consapevole, di un clero che, se con una mano ammanniva il cibo solido della formazione teologica-pastorale, spirituale e biblica, finalizzata a rendere il laicato adulto ed autonomo rispetto al clero, con l’altra poi, nei fatti, si smentiva perché l’autonomia del laicato rispetto al clero, ci faceva sentire inutili o, peggio, talvolta anche scavalcati da un laico che ne sa più di un prete o che è più capace.

Tutto sarà diverso alla ripresa della “normalità”, non soltanto perché molti si ritroveranno disoccupati e busseranno alle porte delle nostre parrocchie, come già in parte sta accadendo, ma anche dal punto di vista ecclesiale e pastorale.

Da circa un mese ormai, i nostri laici, hanno dovuto “fare da soli”, a casa, riscoprendosi sacerdoti della famiglia, presidenti di celebrazioni domestiche, guide di preghiera, organizzatori del culto domestico, mettendo in pratica, di fatto, quel triplice munus sacerdotale, profetico e regale di Cristo cui partecipano tramite il battesimo.

Le case si sono finalmente trasformate in chiese domestiche, santuari, monasteri dove ritrovare il silenzio della preghiera in mezzo alla vita quotidiana, quel “deserto nella città” proposto da Fratel Carlo Carretto, ormai diversi anni or sono.

Tutto ciò che i documenti ufficiali del magistero della chiesa ed una pastorale accorta ha sempre cercato di realizzare, nella fatica di una formazione che rispettasse gli orari e gli impegni familiari, questo tempo di Quaresima-Pasqua vissuta tra le mura domestiche lo sta finalmente realizzando.

Al rientro nella vita ordinaria, noi pastori, non potremo più tornare a considerare questi fratelli laici, che la sofferenza ed il doversi gestire da soli la loro vita cristiana ha fatto maturare, come li abbiamo considerati prima di questa dolorosa, ma performativa esperienza. Non potremo più considerarli semplici spettatori passivi, di un clero che “gestisce” il sacro senza tenerli in considerazione.

Dovremmo partire dal riconoscere un ministero di fatto che hanno dato prova di saper svolgere come hanno potuto, e da lì ripartire per la chiesa di domani.
Nulla potrà più tornare come prima di questa esperienza di vita e di morte che stiamo vivendo. Mai come in questi giorni mi vengono in mente le Parole dell’Apostolo Paolo: «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio…» (Rm 8,28) scorgendo in filigrana dentro questa triste e dolorosa storia, il filo rosso da cui ripartire per la chiesa di domani.

L’esperienza della pandemia ancora in corso, vede famiglie stroncate, vite perdute sotto gli occhi impotenti degli stessi sanitari o delle famiglie di appartenenza che non hanno potuto neppure essere a fianco ai loro cari durante la malattia o nel momento del trapasso. Ma nel frattempo ci sta restituendo ciò che ci siamo scordati di possedere: gli affetti, i legami, gli abbracci, il potersi guardare negli occhi, stringere una mano…ed ancora la famiglia, la preghiera, la parola di Dio ed un desiderio insaziabile di Eucaristia e comunità.

Ciascuno di noi, insieme al dolore e al sacrificio, sta ritrovando anche il gusto dell’appartenenza. Dalle famiglie, che finalmente hanno ritrovato se stesse, mettendo in campo tutte le migliori risorse umane e cristiane per superare i propri limiti in una convivenza forzata h24 alla quale ormai non eravamo più abituati, perché cresciuti con lo stereotipo di genitori che lavorano tutto il giorno e si ritrovano a mala pena la sera, quando non sono turnisti, fino alle comunità di vita consacrata che stanno riassaporando la gioia ed il conforto della vita comune, ritrovando fratelli e sorelle che avevano dimenticato di avere.

Da qui, come chiesa, dobbiamo ripartire, da questa Pasqua che ci auguriamo essere finalmente la nostra pasqua, la pasqua rinascita di tutti noi, di un corpo ecclesiale più coeso, più ministeriale in cui ciascun membro fa la sua parte, nel riconoscimento rispettoso di ruoli e competenze, evitando che la mano dica all’occhio non ho bisogno di te e viceversa.

Anche a noi Pastori questa Quaresima lascerà il segno: la consapevolezza che noi siamo Corpo di Cristo, insieme a tutto il santo Popolo di Dio fedele, e non senza. Insieme siamo la Chiesa di Cristo, insieme nella rispettosa corresponsabilità di ruoli e ministeri diversi ma al servizio del medesimo Corpo di Cristo. Abbiamo sperimentato ciò che sempre abbiamo saputo: non siamo preti da soli, siamo preti al servizio del sacerdozio comune di tutti i battezzati.
Presto sarà Pasqua, la Pasqua di Cristo e nella speranza la nostra Pasqua…

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

ESERCIZI SPIRITUALI

DA LUNEDì 6 A MERCOLEDì 8 APRILE ORE 18,30

IN DIRETTA su:
Web: www.santamariadiognina.it

Facebook: Parrocchia Santa Maria di Ognina

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

VIDEOCOMMENTO ALLA DOMENICA DELLE PALME di P. Salvatore Farì

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,1-11)

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

INCONTRIAMO LA PAROLA CHE CI DONA LA VITA a cura di P. Angelo Mangano

Catechesi ai giovani su: La resurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45)

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

VIDEOCOMMENTO ALLA V DOMENICA DI QUARESIMA di P. Salvatore Farì

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

INCONTRIAMO LA PAROLA CHE ILLUMINA a cura di P. Angelo Mangano

Catechesi ai giovani su: Il cieco nato (Gv 9,1-41)

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

INCONTRIAMO LA PAROLA CHE DISSETA di P. Angelo Mangano

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere»…..

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

VIDEOCOMMENTO ALLA III DOMENICA DI QUARESIMA di P. Salvatore Farì

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Parola del Signore

22

Persone raggiunte

2

Interazioni
Metti in evidenza il post
Commenti
Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

VIDEOCOMMENTO ALLA II DOMENICA DI QUARESIMA di P. Salvatore Farì

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». (Mt 17,1-9)

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

INCONTRO CON DON LUIGI MARIA EPICOCO A CATANIA

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Visto il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’intesa con l’Arcivescovo di Catania, comunichiamo che non si svolgerà l’incontro con
DON LUIGI MARIA EPICOCO
organizzato per
SABATO 14 MARZO 2020.
È rinviato a data da stabilire

SI PREGA DI DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE. GRAZIE!

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

PARROCCHIA IN MISSIONE

Tenendo conto delle urgenze e dei mutamenti che interpellano oggi la parrocchia, nonché dell’esperienza maturata negli anni proponiamo questo nuovo sussidio ad uso dei parroci e degli operatori pastorali pienamente impegnati nel dinamismo missionario e comunale della parrocchia.

di Missione Chiesa-Mondo       

Lidia Curcio, Francesco Luvarà, Giuseppe Raciti

ed. klimax,  10,00 euro

Cercalo in libreria o richiedi a: Missione Chiesa-Mondo

(per saperne di più clicca sul banner a destra)

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

VIDEOCOMMENTO ALLA I DOMENICA DI QUARESIMA di P. Salvatore Farì

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. (Mt 4, 1-11)

P. Salvatore Farì, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata , Diocesi di Napoli

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

I CRISTIANI E LE GRANDI SFIDE DELLA CONTEMPORANEITA’

SABATO 28 FEBBRAIO dalle ore 19.30 alle ore 21.00 presso il Centro di Spiritualità di Via V. Casagrandi, 53 si svolgerà il secondo incontro sul tema: DAL BISOGNO DI AUTOAFFERMAZIONE… ALLA “SCOPERTA” DELLA COSCIENZA.
Gli incontri sono rivolti a tutti coloro che desiderano prendere consapevolezza, lasciarsi interrogare e confrontarsi sulle “sfide” culturali, sociali e religiose che ogni giorno ci interpellano.

Vi aspettiamo!

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

LECTIO PASTORALIS

LUNEDI’ 24 FEBBRAIO ore 19,00 presso il Centro Pastorale di Cibali (Catania) – Via V. Casagrandi, 51 – si è svolta la Lectio Pastoralis su: La comunione nella molteplicità di carismi e ministeri – Mentalità sinodale e discernimento pastorale nei consigli di partecipazione ecclesiale, condotta da P. Giuseppe Raciti, MC-M e parroco di S. Nicolò di Misterbianco.

Commentando il testo della Prima lettera ai Corinzi: …Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune… (1 Cor 12, 1-31) P. Giuseppe Raciti, durante la Lectio pastoralis, ha sviluppato alcune tematiche – come lui ha detto – da armonizzare: comunione, carismi e ministeri (unità nella distinzione a servizio della medesima unità), sinodalità e mentalità sinodale.
Soffermandosi sulla sinodalità – un tema molto sentito nella Chiesa di oggi – «La sinodalità esprime l’essere soggetto di tutta la Chiesa e di tutti nella Chiesa. I credenti sono σύνoδοι, compagni di cammino, chiamati a essere soggetti attivi in quanto partecipi dell’unico sacerdozio di Cristo e destinatari dei diversi carismi elargiti dallo Spirito Santo in vista del bene comune….» ha poi concluso la sua lectio con le parole di Mons. Franco G. Brambilla: «La chiesa di domani sopravvivrà solo se sarà la chiesa di tutti…».

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

IL DOPO….. FESTIVAL DELLE PARROCCHIE

Il nome è “Festival delle Parrocchie” e la dice tutta sul successo dell’evento avuto luogo martedì scorso al teatro Metropolitan, organizzato dall’associazione no profit “Atacanì”. Una reunion – unica nel suo genere-  di tante realtà della Diocesi di Catania, presentata da Salvo La Rosa e introdotta dall’Arcivescovo Monsignor Salvatore Gristina. “Atacanì vuole valorizzare entità parrocchiali e ecclesiali mediante arte, cultura e socialità – afferma il presidente Mimmo Luvarà –  sono stato per anni animatore in parrocchie periferiche, in qualunque chiesa io vada mi sento a casa per questo desideravo creare una manifestazione che unisse le comunità, sostenuta da Famiglia Ecclesiale Missione Chiesa Mondo”. Una festa vera e propria, dunque, fatta di teatro, danza e canto; in prima linea, sette parrocchie (nel dettaglio San Cristoforo, Santa Lucia al Fortino, Santa Maria di Ognina, Santa Maria del Rosario di Motta Sant’Anastasia, San Nicolò di Misterbianco, Santa Maria delle Salette e Santissimo Crocifisso dei Miracoli) e tre realtà ecclesiali quali Pastorale Giovanile Diocesi di Catania, Oratorio Maria Santissima del Rosario di Adrano e DB & friends di Biancavilla. E sono stati duecento – tra adulti e bambini – a rappresentare cinquanta parrocchie nei dieci spettacoli, con la supervisione di “Buio in sala”, la direzione artistica di Giuseppe Bisicchia e la regia di Massimo Giustolisi. Immancabile, poi, la solidarietà. “Il ricavato della serata sarò devoluto all’Help Center della Caritas diocesana, per bagni e docce”, continua il presidente. “Per ogni rifiuto RAEE è stato donato un biglietto, nell’ambito della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti”, dice la responsabile della comunicazione Dusty Orsola Trovato. “Insieme abbiamo avuto l’occasione di fare beneficienza”, afferma l’attore Giuseppe Bruno; “da diverse circoscrizioni abbiamo abbracciato lo stesso progetto”, commenta la corista Valentina Arcifa. “Il titolo del Festival è “Un’ala di riserva per essere oasi di misericordia” ispirato alla poesia del vescovo di Molfetta Don Tonino Bello, la chiesa va vissuta per aiutare chi si sente solo”, aggiunge Luvarà. “Questa iniziativa, originale, mira al raggiungimento di obiettivi comuni tra le varie diocesi”, sostiene l’Arcivescovo Monsignor Gristina, “perché la comunione tra le parrocchie è fondamentale”, dice Padre Giuseppe Raciti di Missione Chiesa Mondo.

Valentina Chisari

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

FESTIVAL DELLE PARROCCHIE

AL METROPOLITAN DI CATANIA 

IMPULSO PER VIVERE LA COMUNIONE TRA REALTÀ DIOCESANE

Sarà l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina a dare il via al “Festival delle parrocchie”, che si svolgerà il 19 novembre alle ore 21:00, all’interno del teatro Metropolitan di Catania.

La giornata, intitolata “Un’ala di riserva per essere oasi di misericordia”, è stata ideata da Mimmo Luvarà, in collaborazione con Missione Chiesa-Mondo, insieme ad alcuni laici che hanno fondato l’associazione Atacaní.

Il festival nasce nel contesto del “dopo visita pastorale”, nel quale si inserisce come impulso a vivere la spiritualità di comunione e di missione: obiettivo centrale della visita, che ha impegnato l’Arcivescovo per circa 10 anni. Le parrocchie vivono così un momento di condivisione ed il festival vuole essere uno spazio in cui alcune realtà della Diocesi esibiranno i loro talenti.

Saranno 8 le parrocchie che si presenteranno sul palco, mentre tutte le altre parteciperanno ad una coreografia iniziale per sottolineare il senso di comunione.

Il festival, infine, sposa un progetto di beneficenza, contribuendo alla costruzione di docce e bagni all’help Center della Caritas diocesana.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Week end della Famiglia

Nei giorni 5 e 6 ottobre 2019 a Siracusa si è svolto un incontro di fraternità organizzato dalla Famiglia Ecclesiale di Vita Consacrata Missione Chiesa-Mondo. Ricca e vivace la partecipazione dei numerosi membri di tutti e quattro i Rami della Famiglia, in particolare del Ramo dei collaboratori.

Il primo giorno alla fine della liturgia dell’accoglienza è stato consegnato un cartoncino rappresentante un dipinto del 1400 “trono di Grazia” in cui ogni partecipante ha scritto il proprio nome come segno di appartenenza alla Famiglia e p. Giuseppe Carciotto nella sua riflessione ha sottolineato l’importanza del chiamarsi per nome e di accogliersi l’un l’altro in Famiglia.

Nel pomeriggio i partecipanti hanno vissuto una sorta di pellegrinaggio in alcuni luoghi di Siracusa segno di fede nei tempi antichi e nei tempi moderni. Ci si è recati prima nelle Catacombe di S. Giovanni e poi nell’abitazione di via degli Orti dove nel 1953 da un capezzale di gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, la Madonna ha versato lacrime umane.

La seconda giornata è stata aperta dal saluto di S. Ecc. Mons. Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Siracusa, che ha incoraggiato la Famiglia Ecclesiale a rimanere salda nel suo carisma e ad andare sempre avanti con speranza perché – ha ricordato – le lacrime della Madonna, non sono solo di sofferenza, ma anche di gioia e di speranza per tutti.

Dopo i saluti anche di p. Salvatore Farì, che non era presente ma che sono stati riferiti da Lidia Curcio e la preghiera delle Lodi, p. Giuseppe Raciti ha proposto ai presenti una riflessione sulla Spiritualità pastorale, spiegandone ambivalenze e dinamicità.

Infine a conclusione del confronto comunitario sul tema, Lidia Curcio ha presentato gli impegni formativi dell’anno.

Quindi tutti hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica in Santuario e dopo il pranzo – a conclusione dell’esperienza – hanno ringraziato per il dono della fraternità e della comunione vissuto.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Esercizi spirituali per Coppie e Collaboratori: sulle orme di San Paolo

 

 

 

 

In questo inizio di estate bollente, le Coppie impegnate e i Collaboratori della Famiglia Ecclesiale Missione Chiesa-Mondo, si sono incontrati giorno 5 e 6 luglio presso le suore Domenicane di Catania per partecipare agli Esercizi Spirituali predicati da p. Salvatore Farì Responsabile Generale della Famiglia.
Sin dalle prime battute é stato chiaro che gli incontri si sarebbero svolti sotto il segno della fraternità e del confronto con la Parola di Dio.
P.
Salvatore, infatti, ha accompagnato i partecipanti in un percorso lungo alcune tappe della vita di Paolo di Tarso, da Damasco a Corinto fino a Filippi.
Dalla lettura dei brani sono emersi i tratti significativi del rapporto di Paolo con Cristo, con le varie comunità cristiane e con i compagni di cammino come Anania e Barnaba.
A Damasco, Paolo scopre il cambiamento da persecutore di cristiani a prescelto; riflettere su questo avvenimento di Paolo ha permesso di interrogarsi se la Parola cambia ancora il cuore di chi l’ascolta o passa senza lasciare traccia.
A Corinto, comunità molto difficile, Paolo scopre il primato della croce che è la consapevolezza che dove sembra esserci il fallimento lì c’è la potenza di Dio che è carità.
A Filippi, Paolo, nonostante sia in prigione scopre la gioia della fede e della comunità.
Dopo ogni meditazione, tutti hanno avuto l’opportunità di esprimere riflessioni e condividere esperienze.
Questi due giorni hanno sicuramente offerto spunti per la riflessione personale in attesa di un nuovo anno pastorale.
L’esperienza si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica nella quale le Coppie e i Collaboratori hanno espresso ad alta voce la loro volontà di seguire il carisma e la spiritualità della Famiglia Ecclesiale.

Daniela La Mendola

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Esercizi spirituali per Coppie e Collaboratori

Nei giorni 5 e 6 Luglio si svolgeranno a Catania gli Esercizi Spirituali per il terzo e quarto ramo della Famiglia Ecclesiale: coppie di coniugi e collaboratori.
Le meditazioni saranno tenute da P. Salvatore Farī C.M.
Si svolgeranno presso l’istituto delle suore Domenicane via S Nullo 46.
Ecco il programma:
Venerdì 5 luglio ore 20,00-22.00: meditazione, riflessione personale, confronto comunitario.
Sabato 6 ore 18,00 meditazione e riflessione personale; ore 19.30 Celebrazione Eucaristica con promesse delle coppie di istituto e impegno di adesione dei collaboratori.
Seguirà cena fraterna.
Si può posteggiare dentro il cortile dell’istituto.
Ci sarà il servizio di babysitter.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Nuove Forme di Vita Consacrata

Nei giorni 13, 14 e 15 giugno partecipiamo al V incontro mondiale delle NFVC che si svolge a Roma, nella Casa per ferie Enrico De Ossò. Il tema: “Aprendo cammini: consacrazione e stati di vita nelle nuove forme di vita consacrata”.

Il  Convegno vede riuniti gli istituti e le associazioni di diritto pontificio e diocesano, già approvati come vita consacrata, o sulla via di esserlo, per approfondire i tratti comuni di questi nuovi carismi. In particolare, durante l’incontro si rifletterà sulla consacrazione e sugli stati di vita nelle nuove forme di vita consacrata.

Il saluto di benvenuto ai partecipanti da parte degli organizzatori

Lidia Curcio segretaria di un gruppo di lavoro Leggi tutto

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Incontro Giovani

Lunedì 27 maggio si è svolto l’ultimo incontro di preghiera per giovani: Tra sogni e paure di… Gesù presso la Cappella delle Missionarie di Via Imbert 15 – Catania

 

 

 

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Lectio Patrum

CENTRO DI SPIRITUALITA’ – LECTIO PATRUM
Martedì 28 maggio alle ore 19,30 si è svolto l’ultimo appuntamento con la Lectio Patrum guidata da Padre Francesco Aleo Patrologo sul tema: La città terrena e la città celeste nella concezione dello Pseudo-Macario Egizio.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Raduno di Amici e Collaboratori

Il raduno di Amici e Collaboratori della Famiglia Ecclesiale Missione Chiesa-Mondo, tenutosi il 4 maggio 2019 presso l’I.S. Francesco di Sales di Catania, ha visto una nutrita partecipazione di varia provenienza. Erano presenti operatori pastorali, sacerdoti e consacrati di parrocchie catanesi, di Roma, di Mazzara del Vallo, San Giovanni Galermo, di Enna, di Gela, Paternò, Aci Sant’Antonio e Aci Catena, nonché alcuni membri dell’associazione “Ale di riserva” di Catania e le famiglie coinvolte negli incontri di pastorale familiare. Padre Giuseppe Raciti, dopo la preghiera iniziale, ha introdotto i lavori ed il confronto comunitario sul tema “Parrocchia dove sei?”. I vari interventi hanno sottolineato l’importanza di saper accogliere le sfide della società contemporanea a cui le parrocchie sono chiamate a rispondere. È stato evidenziato il valore delle differenti vocazioni all’interno dell’Istituto ed in particolare quella dei collaboratori, invitati a partecipare agli esercizi spirituali, previsti per il mese di luglio, e a condividere il carisma d’Istituto, attraverso una più viva testimonianza e la preghiera comune durante la festa annuale del Buon Pastore. La concelebrazione eucaristica e l’Agape fraterna hanno chiuso la serata rinnovando il senso di appartenenza ad una chiesa in uscita, l’attenzione alla Parola di Dio e alla parola dell’uomo, la gioia di ritrovarsi insieme come famiglia di famiglie.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Lectio Patrum

CENTRO DI SPIRITUALITA’ – LECTIO PATRUM
Martedì 26 Marzo alle ore 19,30 si è svolto il terzo appuntamento con la Lectio Patrum con Padre Francesco Aleo, Patrologo sul tema: Condiscendenza divina in Giovanni Crisostomo con la lettura di alcune lettere di San Giovanni Crisostomo dall’esilio indirizzate alla Diaconessa Olimpia. L’incontro è molto apprezzato dai partecipanti, la bravura di p. Aleo è di riuscire a far cogliere l’attualità degli scritti dei Padri per la Chiesa di oggi.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social
DiMissione Chiesa-Mondo

Incontro giovani. Quinto incontro

Lunedì 25 marzo alle ore 19.30 si è svolto il quarto incontro per giovani: “TRA SOGNI E PAURE DI… GIUSEPPE” – per pregare e ascoltare insieme la parola di Dio – presso la Cappella delle Missionarie.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social