... nel sito ufficiale della Missione Chiesa-Mondo una realtà fondata da Mons. Antonio Fallico di Catania, Non è un nuovo movimento nella Chiesa, ma è per una Chiesa in movimento. E' animata da un Istituto di Vita Consacrata, nella nuova forma canonica di "Famiglia Ecclesiale di Vita Consacrata" formato da tre rami: sacerdoti diocesani, consacrati laici, coppie di sposi impegnati. E' presente e operante in alcune diocesi d'Italia ove ha aperto dei Centri pastorali per venire incontro al rinnovamento delle parrocchie a livello socio-pedagogico-pastorale. Preapara Corsi di Formazione per animatori e coordinatori laici, seminari di studio, incontri di collegamento tra Comunità Ecclesiali di Base; fornisce sussidi vari attraverso la casa editrice che ha nome "Edizioni Chiesa-Mondo", pubblica la Rivista "Comunità", mensile per il rinnovamento della pastorale parrocchiale attraverso le CEB; organizza esperienze vocazionali per ragazze e ragazzi.
Nuovi Corsi di Formazione per laici
La Missione Chiesa-Mondo,
per l’anno pastorale 2011-2012 propone
ALCUNI PERCORSI FORMATIVI PER LAICI
finalizzati a dare nuovo slancio missionario
alla pastorale parrocchiale
La Missione Chiesa-Mondo, per l’anno pastorale 2011-2012 propone ALCUNI PERCORSI FORMATIVI PER LAICI finalizzati a dare nuovo slancio missionario alla pastorale parrocchiale.
Il Corso Base e i due Corsi di Approfon-dimento sulla forma-zione biblica e socio-pastorale renderanno abili tutti gli operatori pastorali ad essere validi collaboratori nella realizzazione del rinnovamento della pastorale di stampo tipicamente conciliare.
I Corsi si svolgeranno presso il salone della “Fraternità Sacerdotale Missione Chiesa-Mondo”, via Vincenzo Casagrandi, 53 (Cibali), e saranno curati da parroci, consacrati laici e coppie di sposi da anni impegnati in esperienze concrete e qualificati in materie teologico-pastorali.
La “Missione Chiesa-Mondo”, in filiale sintonia con le indicazioni pastorali dei vescovi italiani, si pone in servizio del rinnovamento missionario delle parrocchie contribuendo in varie forme alla preparazione degli operatori pastorali.
In tale orizzonte anche quest’anno proponiamo due incontri per approfondire le motivazioni, il senso e i contenuti dei nuovi Orientamenti pastorali della CEI sull’educazione.
Nel primo di questi incontri, domenica 13 novembre, ci confronteremo sulla dimensione vocazionale della vita cristiana.
Incontro degli "Amici"
La Missione Chiesa-Mondo, in filiale sintonia con le indicazioni pastorali dei vescovi italiani, si pone in servizio del rinnovamento missionario delle parrocchie contribuendo in varie forme alla preparazione degli operatori pastorali. In tale orizzonte anche quest’anno propone due incontri per approfondire le motivazioni, il senso e i contenuti dei nuovi Orientamenti pastorali della CEI sull’educazione.
Domenica 13 novembre si è svolto il primo incontro presso il Seminario Arcivescovile di Catania dedicato a: La parrocchia educa ad abbracciare la vita come vocazione.
Il settimanale di attualità pastorale Settimana (n. 1 di gennaio 2011) ha pubblicato un articolo firmato da Aurora Sarcià sul documento dei vescovi italiani sull'educazione
Gli Orientamenti Cei per il nuovo decennio mettono a fuoco la priorità dell'impegno educativo, definito più volte negli ultimi anni come "emergenza" e "ccompito urgente". Un consenso pressoché generale ha accompagnato la scelta del tema nella programmazione di questa nuova tappa del cammino della chiesa italiana, consenso determinato dalIa constatazione di un malessere diffuso, che investe la società in ogni suo ambito, e della necessità di dare risposta ad un bisogno che ogni giorno diventa sempre più impellente. Infatti, le tradizionali agenzie educative, punti di riferimento indiscussi del passato, non sempre oggi sono all'allezza del loro compito: spesso assistono rassegnate e inerti di fronte allo sbriciolarsi della loro funzione, cedendo ad atteggiamenti rinunciatari e disfattisti, o addirittura si ritrovano sul banco degli imputati, accusate dei più efferati crimini....
Un articolo di Aurora Sarcià sulla rivista di pastorale Settimana (n.3 del 23 gennaio) ci propone una riflessione a partire dalla pubblicazione del nuovo libro di Antonio Fallico "Pedagogia pastorale. Questa sconosciuta".
È giunto il tempo di legittimare la pedagogia pastorale come materia specifica e rivendicarne la presenza nel quadro organico dei corsi teologici. Le motivazioni non mancano....
«Molti passi del recente cammino della chiesa in Italia hanno trovato convergenza sul tema educativo..In tal modo si è fatta strada la consapevolezza che è proprio l'educazione la sfida che ci attcnde nei prossimi anni».Così l'episcopato italiano motiva la scelta di dedicare il prossimo decennio al tema dell'educazione, scelta incoraggiata più volte da Benedetto XVI che non ha esitato ad ammettere gli «insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, eapaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita». L'inefficienza e l'inadeguatezza dei tradizionali "luogbi" formativi dai corsi di catechesi, ai percorsi di formazione nei diversi ambiti della pastorale, ai seminari - impone dunque alla chiesa italiana un'approfondita verifica della sua azione per individuare i motivi degli insuccessi e progettare nuovi metodi educativi...
“La società non educa e la parrocchia?” è il tema, dal tono volutamente provocatorio, del Convegno per operatori pastorali, parroci e laici, che si è svolto dal 12 al 14 novembre a Roma per rispondere al grido di allarme, più volte ripetuto dal Santo Padre Benedetto XVI, con lo slogan “emergenza educativa”.
L’iniziativa si inserisce nel contesto dei vari Convegni e Corsi di formazione che, ormai da diversi anni, la Missione Chiesa-Mondo – una realtà presente e operante in Italia per il rinnovamento della pastorale parrocchiale – offre come servizio alla Chiesa italiana...
Le Edizioni Chiesa-Mondo pubblicano il nuovo audiolibro La Preghiera. Riflessioni e consigli per un nuovo modo di dialogare con Dio oggi tratto dall'omonimo libro di Mons. Antonio Fallico. Le meditazioni contenute nei tre CD sono state trasmesse dalla Radio Vaticana.
Ascolta mentre sei in casa o mentre viaggi. E' difficile oggi trovare il tempo per leggere, meditare e pregare. Occorre cercare il rimedio opportuno o lo strumento adatto per potervi riuscire. Questo sussidio potrà aiutarti a riflettere sul senso della vita e a dialogare con Dio: nel silenzio della tua camera o lungo le strade della tua città, o quando viaggi in auto per raggiungere il tuo posto di lavoro. Se poi il messaggio di questi CD ti porterà a riscoprire sempre più il volto di Dio, consigliane l'ascolto anche ad altri. Tutti possono farne tesoro: professionisti, casalinghe, studenti, operai, camionisti, sacerdoti, seminaristi, persone consacrate.
Domenica 17 gennaio è stata una giornata memorabile che rimarrà negli annali della storia: Benedetto XVI si è recato nella Sinagoga di Roma ripetendo un gesto compiuto 24 anni orsono dal suo predecessore Giovanni Paolo II. Un incontro accompagnato da tanta serenità e accoglienza da parte delle più alte autorità della comunità ebraica di Roma, nonostante le critiche che hanno preceduto questo appuntamento, in relazione soprattutto alla causa di beatificazione in corso di Pio XII, il papa accusato del silenzio sulla deportazione in massa degli ebrei. E benché i giornalisti, come sempre, abbiano posto l'accento sulle polemiche ‒ per rendere più «scandalistico» e quindi più appetibile in termini commerciali l'evento ‒ in realtà i protagonisti di questo storico incontro, ma anche molta gente comune, hanno dato a tutti una forte testimonianza di dialogo e di apertura reciproca.
Nel segno del reciproco rispetto Ha caratterizzato l'incontro un tono particolarmente solenne, reso tale non solo dall'ufficialità dell'evento e dalla sacralità del luogo, ma soprattutto dalla spiritualità e dal richiamo al soprannaturale che i suoi interlocutori lasciavano trapelare.
Più di cinque milioni gli stranieri presenti in Italia. Si tratta di un fenomeno complesso che interpella quotidianamente la nostra società, specie in merito al problema dell'integrazione. Non ci si può infatti limitare alla mera accoglienza, o alla considerazione del solo l'aspetto lavorativo, ignorando quello culturale e quello sociale. Centrale è in tal senso la questione della libertà di culto che impone il recupero del valore pubblico della religione e il superamento della paura dell'indottrinamento fondamentalista.
La presenza degli stranieri nella realtà italiana, un Paese di recente immigrazione, è piuttosto consistente, visto che le stime indicano che sono stati superati i cinque milioni di persone. Infatti secondo il rapporto sull'immigrazione della Caritas/Migrantes relativo al 2009, sono 4 milioni e mezzo gli immigrati regolari in Italia, numero al quale vanno sommati gli irregolari che vengono stimati variamente, con valori che si avvicinano alle 700.000 unità. Nello studio si sottolinea come il nostro Paese per la prima volta nel 2008 ‒ anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% (+458.644 unità) ‒ abbia superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari, in particolare sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4 milioni e mezzo se si considerano i circa 300 mila regolarizzati nel settembre 2009. In particolare, è straniero un abitante su 14, circa la metà è donna.
Al di là di facili etichettature La presenza degli stranieri immigrati nei nostri territori è molto differenziata: si va da zone con percentuali piuttosto limitate, come le realtà di montagna o dove vi è assenza di opportunità lavorative, fino a contesti con una densità di stranieri immigrati che può giungere anche oltre il 20% della popolazione, come accade nei contesti con forte tensione economica specie in settori - primario, secondario produttivo - dove è tuttora carente la manodopera locale, tendenza che si mantiene tale anche nell'attuale fase di crisi.
Quando nel proprio cammino formativo si è avuto il dono di crescere alla scuola dell'ecclesiologia conciliare ‒ fino al punto di averla assimilata e assunta come mentalità e stile di vita ‒ è inevitabile sceglierla come «cavallo di battaglia» della propria esperienza pastorale. È quanto racconta l'autore di questo articolo, un giovane parroco della periferia di Roma, che attraverso un'analisi lucida e coinvolgente delle diverse tappe del cammino della sua comunità parrocchiale, ci fa assaporare la bellezza di una chiesa che nasce dal basso, a partire dall'ascolto della gente e dalla lettura della realtà socio-culturale del territorio.
La Parrocchia di S. Alessio in Roma sta sperimentando da circa cinque anni la scelta pastorale delle comunità ecclesiali di base basandosi -sostanzialmente ‒ sulla metodologia proposta dalla MissioneChiesa-Mondo. Ovviamente, prima di iniziare questa sperimentazione è stato fatto un lavoro di analisi e valutazione per avere degli elementi da utilizzare per fare un sano discernimento pastorale.
Radiografia di un quartiere La scelta iniziale fu quella di conoscere il territorio parrocchiale e per questo si decise di organizzare una missione popolare in collaborazione con il Seminario Romano. Così i sacerdoti della parrocchia, insieme ai seminaristi, per ben due settimane consecutive, visitarono tutte le famiglie del quartiere e cercarono di tracciare una fotografia della parrocchia. All'inizio di questa avventura la comunità parrocchiale era piuttosto piccola per la media di Roma (3500 abitanti) ed era caratterizzata da elementi ben precisi. Il territorio parrocchiale è situato all'estrema periferia Est di Roma, nel quartiere «Case Rosse» sulla via Tiburtina, una delle strade della Capitale con maggior traffico. Gli abitanti del quartiere, che per la maggior parte lavorano e studiano al centro di Roma, sono costretti ogni giorno a stare nel traffico almeno un'ora e mezzo/due per arrivare e altrettanto tempo per tornare. Questa situazione ha pesantemente condizionato l'immagine del quartiere che è sostanzialmente un dormitorio: al mattino in casa non c'è nessuno (fatta eccezione degli anziani e relative badanti) e sino alle 16.30 (orario di uscita dalla scuola) è un vero quartiere fantasma.
La Chiesa non è l'ambito in cui fare carriera ed esercitare un potere. Essa non punta alla propria autoconservazione e autosufficienza, ma a porsi a servizio dell'umanità. È quanto ha affermato il Vaticano II che ha messo in luce la dimensione comunionale e ministeriale della Chiesa, rivoluzionaria rispetto a quella di istituzione piramidale del passato. Tra le più belle immagini usate dal Concilio per descrivere la Chiesa, quella di «popolo di Dio in cammino», nel quale clero e laici insieme imparano l'arte del dialogo e del servizio comunitario.
Breve premessa autobiografica: di mestiere sono insegnante di religione in un liceo romano. «Prof, ma nella Chiesa conta di più un vescovo o un cardinale?» Questione semplice e innocente (nella mente di un quindicenne, certo, non in quella di un cristiano adulto) che mostra spietatamente quanta strada c'è ancora da fare nella recezione del Vaticano II. La domanda, infatti, non può avere nessuna risposta sensata, perché è incompleta. L'unica replica possibile sarebbe: «dipende; conta di più rispetto a cosa?» Una tale contro-domanda apre un ragionamento delicato e complesso, ma è l'unico modo per evitare una risposta che - semplicemente - porrebbe la discussione fuori dalla logica del Vaticano II, cioè di un Concilio ecumenico della Chiesa cattolica, il massimo livello di magistero possibile, e per giunta il più recente. In altre parole, una qualsiasi risposta che evitasse di collocare meglio quella domanda, farebbe molta fatica a rimanere nell'ortodossia. A noi però può essere molto utile per mostrare alcuni aspetti del Concilio, tra i tanti che sono ancora da recepire.
Verso una ecclesiologia di comunione Il bello degli adolescenti è che le loro domande nascono dalla vita e non dai libri. I ragazzi e le ragazze, in genere, fanno cose e vedono persone, leggono e discutono, guardano la televisione e navigano su internet, in certi casi frequentano pure i mondi ecclesiali, come parrocchie o movimenti. E da lì, sia da un ipotetico «interno» o da un altrettanto ipotetico «esterno» della Chiesa attuale, la domanda non è così peregrina. Il problema è che non dovrebbe esserlo, almeno secondo i manuali di storia e di teologia, i quali, praticamente all'unanimità, spiegano che il Concilio ha «spostato l'asse dell'autocoscienza cattolica da un'ecclesiologia essenzialista basata su una Chiesa concepita come societas perfecta ad un'ecclesiologia di comunione, a partire dal carattere misterico della Chiesa popolo di Dio».
S. Arcidiacono, Insegnante e Assessore alle politiche scolastiche, Catania
Fare politica è mettere a disposizione il proprio impegno, le proprie competenze, il proprio tempo, avendo come stella polare la persona umana, l'interesse della comunità, il bene comune. Oggi sembra che i politici abbiano dimenticato il significato della loro funzione. È necessario cambiare rotta, recuperando il senso della responsabilità educativa, della sobrietà, della coerenza. In particolare occorre formare alla politica come vocazione, fondata su una solida spiritualità e su valori umani ed etici, piuttosto che sull'efficientismo e sugli aspetti tecnico-professionali.
Basta leggere alcune indagini sulla credibilità dei politici per capire come sia complicato parlarne senza apparire agli occhi di chi legge o ascolta retorico e demagogico. Tuttavia, in particolare per i laici credenti, la politica è «la forma più alta di carità» ed è l'impegno civile più significativo affinché pace e giustizia possano regnare nel mondo. Esse sono il frutto di una società più equa che tiene insieme chi ha e chi non ha, più accogliente ed inclusiva nei confronti di chi è straniero e di chi è meno fortunato, attenta alle domande di senso dei giovani, di chi è escluso dal mondo del lavoro. Tutte domande a cui la politica è chiamata a dare risposte. Parte da questa considerazione generale la necessità di un ritorno forte alla politica di chi vive tale impegno come vocazione. Sta proprio nelle parole di Paolo VI il senso della politica, cioè mettere a disposizione il proprio impegno, competenze, il proprio tempo avendo come stella polare delle scelte politiche la persona umana, l'interesse della comunità, il bene comune. Il tempo che viviamo però è il tempo del tutto e subito, dei media che spingono a misurare la capacità politica di un gruppo dirigente dalle scelte dei primi 100 giorni, ed è proprio questa ansia una delle cause che ha fatto perdere ai politici la capacità di avere la vista lunga e lo sguardo attento capace di vedere la meta al di la del proprio naso. Causa questa della loro stessa marginalità e perdita di credibilità. È indispensabile cambiare rotta, è tempo di un nuovo inizio, di un ritorno all'impegno politico perché, soprattutto per i cattolici, tornare nell'agone, al di là degli schieramenti, è un richiamo alla fede praticata al quale non ci si può sottrarre.
Il valore educativo della politica I politici spinti dall'ansia di apparire e di affermarsi hanno dimenticato che svolgono una funzione educativa nei confronti dei propri cittadini, non solo attraverso l'esempio ma anche attraverso le modalità di approccio con i propri rappresentati.
...
Dal Brasile: reportage di un viaggio
Luglio 2010: un'equipe della Missione Chiesa-Mondo si reca in Brasile, nella parrocchia San Pedro e N. S. do Rosario guidata da Don Gabriele Marchesi, per dare inizio ai lavori del centro nutrizionale "Tres Palmeras".
Maria Concetta Gangemi, studentessa universitaria, ci racconta la loro esperienza
Ciò che conta è donarsi
Condividere: questo forse il termine che potrei tirar fuori dal «vocabolario» della memoria, in questi casi sempre troppo povera di parole, per esprimere la ricchezza e l’intensità dell’esperienza missionaria vissuta qualche mese fa nella splendida terra del Maranhão, uno degli Stati più poveri del nord-est del Brasile.
Proprio sotto il segno della condivisione, identità e competenze differenti (il pediatra Filippo Grillo, le insegnanti Stefania Giunta, Tiziana Pacino, Patrizia Vindigni, i tecnici Giuseppe Calantropo e Antonello Migliaccio, don Angelo Mangano, parroco in «San Gelasio» a Roma, e la sottoscritta), provenienze territoriali diverse (Roma, Catania, Misterbianco) e appartenenze a comunità parrocchiali diverse, contraddistinte da specificità di «carismi» (da quello missionario di «Chiesa-Mondo», a quello vincenziano e salesiano) si sono incontrate per vivere un’esperienza di missione e offrire la propria collaborazione a don Gabriele Marchesi, missionario «fidei donum» e membro di «Chiesa-Mondo», che già da alcuni anni ha in affidamento la parrocchia di «São Pedro Apòstolo e Nossa Senhora do Rosário».
Il lavoro pastorale della parrocchia Santuario Santa Maria di Ognina di Catania attraverso una intervista del parroco Mons. Antonio Fallico e di alcuni collaboratori pastorali rilasciata alla emittente televisiva Oasi. Tv nell'ambito del programma "Vi racconto la mia parrocchia", in occasione dell'anno sacerdotale. Cliccca e guarda il video.
Per una parrocchia in stato permanente di missione
La Missione Chiesa-Mondo offre la sua collaborazione alle parrocchie che intendono programmare e realizzare una missione al popolo, per avviare una nuova e sistematica evangelizzazione, attraverso il coinvolgimento del laicato.